LEADER BRILLANTE VS LEADER TIMIDO

Nello scorso articolo abbiamo parlato di programmazione neuro linguistica, un argomento molto caro a tanti.

Ho ricevuto molte domande sull’argomento leadership. Un argomento che richiede adeguato approfondimento e che per questo motivo tratterò ancora in futuro.

Continua a seguirmi perché ne parlerò ancora in futuro, chiarendo ulteriormente i tuoi dubbi.

Troppo spesso la parola leader viene confusa con carisma.

Come imprenditore hai bisogno di capirci qualcosa in più (me ne rendo conto) e per questo motivo oggi voglio parlarti di alcuni aspetti della leadership secondo me molto importanti.

Ti riporto degli esempi per permetterti di riconosce gli errori da evitare.


LA SCELTA DI UN LEADER

Un giorno un mio cliente mi dice di non essere contento di uno dei suoi manager, perché poco empatico, poco trascinatore, poco appariscente.

Preferiva puntare su un secondo manager capace di fare team building, ricco di iniziative interessanti, trascinatore e dalla risposta sempre pronta.

Come sono solito fare, non mi lasciai distrarre dagli aggettivi che attribuiva alle due persone e chiesi prontamente i numeri.

Ebbene, il mio cliente confrontando i fatturati rimase profondamente colpito nel leggere che il manager che da ora definiremo timido, aveva a differenza di quello che pensava migliori risultati.

Quello fu un momento di svolta per l’imprenditore in questione, che rivalutò la posizione del leader timido, puntando tutto su di lui, piuttosto che sul leader che da ora definiremo brillante. Questa scelta poi ha avuto un importante ritorno sul fatturato, perché il manager ha ottenuto risultati oltre ogni aspettativa.

Come è intuibile, la leadership di una persona non può dipendere soltanto da concetti come la simpatia e la capacità di fare gruppo. Concetti importanti, ma non alla base della produttività.

Un buon leader può essere anche una persona che parla poco, un po’ timido, che magari si espone poco, se non proclama niente. L’importante è che porti risultati.

 

A te imprenditore domando:

Ti interessa il carattere, il carisma? Oppure i numeri, l’ebtda?

 

Inoltre, abbiamo detto nelle settimane passate che un leader ha come obbiettivo creare persone autonomamente produttive.

Perciò mi sono divertito a fare un test sulla maturità professionale delle persone che lavorano nei team dei due leader. Ho fatto delle brevi interviste, grazie alle quali ho scoperto che nel team del leader timido ci sono persone molto mature dal punto di vista professionale.

Nel team del leader brillante invece la maturità era inferiore e scavando nei recenti trascorsi, ho saputo che c’è stato molto avvicendamento di personale. Questo perché il leader brillante non era da tutti accettato e con i suoi metodi creava tante difficoltà, al punto che molti chiedevano di andare via.


LEADER CHE CREANO

PERSONE AUTONOMAMENTE PRODUTTIVE

Ora io sono convinto del fatto che dopo queste parole ti sia chiaro il fatto che non hai bisogno di persone aggressive e dirompenti per avere successo. Piuttosto preferisci persone che nonostante il carattere più tranquillo e silenzioso, ti forniscono personale autonomamente produttivo.

In questo modo sarai anche più sereno, perché oltre ad avere un gruppo che cresce  continuativamente, potrai contare sul fatto che qualora si presentasse un problema con il leader timido, la squadra continuerà a lavorare senza sosta.

Il leader brillante invece era un accentratore e molto spesso capitava ai componenti del suo gruppo di dover fare riferimento a lui per risolvere i problemi quotidiani.

Questo è un altro aspetto che dovrebbe farti ragionare. Se hai un gruppo che ha necessario bisogno di relazionarti con te più volte a settimana per il normale svolgimento dell’attività, è probabile che qualcosa non funzioni nel team.

Se mi segui sai come la penso. Ma a questo punto, anche a te non dovrebbe essere difficile scegliere tra i due…

Preferisci un leader che fa proclami, che è aggressivo ed empatico che porta risultati “ordinari”, oppure un leader meno brillante che crea persone autonomamente produttive che porta silenziosamente risultati “eccezionali”?

 


STILI DI LEADERSHIP NELLA FORMAZIONE

Voglio farti un ulteriore esempio, per dimostrarti che la leadership va esercitata in vari ambiti. Anche nella formazione.

L’altro giorno sono stato ad un evento. Un corso sulla negoziazione, materia a me cara e che mi piace sempre approfondire ed arricchire di nuovi spunti.

Durante questo corso si sono avvicendati diversi relatori:

1.    Un professore universitario, brillantissimo e molto capace a creare immediate relazioni con la platea;

2.    Un professore americano, molto preparato, ma meno capace di relazionarsi con l’uditorio;

3.    Un ex negoziatore della polizia di new york, tale jack cambria. E’ stato bravo ad attirare la simpatia del pubblico ed ha dato tantissimi contenuti.

Dei tre, il pubblico è rimasto attratto particolarmente attratto dal primo e dal terzo.

Il primo è stato molto bravo a creare una relazione con il pubblico, ma al momento delle domande, è stato vago e distante nelle risposte e nel contatto con le persone che gli rivolgevano li quesiti.

Direi che il professore italiano ha fatto captatio benevolentiae, ma ha fornito scarsi contenuti.

Il professore americano è stato molto freddo nel trattare il pubblico, ma si è dimostrato molto attento nel rispondere alle domande, dimostrando di fatto di essere entrato in sintonia con le richieste che gli venivano fatte, perché ha dimostrato di comprendere le esigenze e fornire adeguate soluzioni. Probabilmente è stato dei tre, quello più bravo nel dare informazioni in rapporto al tempo a disposizione.

L’ex poliziotto di new york ha dato una marea di contenuti, restando sempre in sintonia con il pubblico.

Dovendo scegliere, personalmente preferirei in ordine di preferenza il terzo, successivamente il secondo e poi il primo. Perché penso che l’atteggiamento del professore italiano soprattutto nella fase delle domande abbia creato malintesi e disagio.

La cosa curiosa è che a sentire il parere dei miei colleghi di corso, molti erano a favore proprio del professore italiano. Benchè il contenuto del suo discorso fosse meno ricco di contenuti se confrontato a quello degli altri due, inizialmente era stato in grado di attirare l’attenzione grazie alla sua simpatia.

Accade spesso che ci si lasci confondere dalle belle parole o dal modo di fare di certe persone. Questo, a scapito dei contenuti e delle reali competenze.

Perciò il mio invito è di selezionare bene tra le persone che ci circondano, quelle che realmente hanno la capacità di fornire i contenuti, nonostante la simpatia sia una componente indubbiamente importante.


RICAPITOLANDO

In definitiva sono i contenuti e la capacità di portare dei risultati che fanno di una persona un VERO LEADER.

Quindi se devi scegliere su chi puntare in base alla leadership che esercitano i tuoi dipendenti devi:

1.    Quanto seguito ottiene nel tempo (quanto Turn Over ha fatto nella sua squadra);

2.    Quante persone della sua squadra raggiungono gli obbiettivi;

3.    Quante persone sono mature nel suo team.

 

Mi capita di lavorare con persone timide ma in grado di raggiungere grandi risultati se confrontati con i risultati dei tanti Leader brillanti.

Ovviamente il Leader timido è probabilmente anche meno di compagnia, per capirci è uno con cui è meno piacevole andare a mangiare una pizza. Ma se pensiamo al nostro Business, la cosa che più conta è prosperare e per farlo hai bisogno di risultati piuttosto che di bei momenti passati insieme.

Se poi riesci a trovare persone brillanti ed al tempo stesso attenti agli obbiettivi e capaci di far prosperare il team, beh hai fatto BINGO.

Per approfondire in che modo l’Autoefficacia impatti nel mondo del Business in modo molto più significativo della PNL rimando al prossimo appuntamento.

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Antonio