L’errore n°1 nel formulare un obiettivo e come risolverlo

Non è possibile che continui ad accadere, ma qualche giorno fa un mio cliente mi scrive affranto sul gruppo facebook, a cui accedono coloro che hanno prenotato il mio libro e stanno facendo il corrispondente corso online. Il motivo della sua afflizione era che rileggendo il suo obiettivo sentiva una voce interiore che lo confutava ed invalidava, scoraggiandolo, invece di motivarlo.

Dal suo messaggio il problema era evidente, lo era per me perché per l’ennesima volta che mi capitava di vedere questo clamoroso errore!

Infatti il mio amico spiegava che nel suo obiettivo aveva usato la formula insegnatagli da qualche guru dello sviluppo personale.

La tecnica in questione è quella di definire l’obiettivo formulandolo con il tempo verbale presente, come se fosse ora.

Quindi invece che dichiarare una cosa tipo “entro gennaio 2020 sarò ricco, magro e famoso…” questo malcapitato amico aveva scritto e dichiarava “… sono ricco, magro e famoso…”.

Ecco che, formulando l'obiettivo al presente, la sua mente gli rispondeva una cosa tipo: “we testina, ma se sei ciccione, senza un soldo e nessuno ti conosce! Ma cosa dici?”

Ovviamente questo pensiero lo demoralizzava, ma lui ripeteva ancora più forte “…sono ricco, magro e famoso…”.

E la sua mente: “Sei un fesso, senza un soldo e pesi 7500kg…”

Riesci ad immaginare il conflitto interiore dovuto a questo (stupido) insegnamento?

Lo avrai sentito dire anche tu vero?

O magari lo hai letto in qualche libro di qualche fantomatico o fantomatica guru della formazione e dello sviluppo personale:

so maco
so maco

“Per ottenere gli obiettivi li devi visualizzare e per attrarli la cosa migliore è parlare al presente così vibri alla lunghezza d’onda dell’oggetto desiderato!”

Della serie “ppu-tenza della mente…sto liefitanto!” (Dedicato a Roberta)

Il problema qual è?

È che se ti stai ponendo obiettivi al di fuori della tua portata stai facendo una cosa sana di mente.

Se lo fai probabilmente non ti senti molto “autoefficace” rispetto al tuo obiettivo. Così ti verrebbe di parlare al futuro, perché questa “scena desiderata” (il tuo obiettivo appunto) è plausibile, ma non è reale, né nella mente e nemmeno nella realtà.

Se guadagni 1.000€ al mese e ti poni come obiettivo quello di guadagnarne 10.000€, lo puoi fare, ma magari non credi che la cosa accadrà domani (e tutto ciò è assolutamente sensato).

Seguimi bene in questo passaggio.

Se dici a te stesso guadagno 10.000€ al mese (e non è vero) il primo pensiero che ti arriva, sotto-forma di contro-intenzione è “ma che cavolo racconti!”, invece se dici “tra 5 anni guadagnerò 10.000€ al mese!” beh questa cosa è molto più credibile, ed inoltre ti motiva.

Per la cronaca, appena il mio amico ha corretto questo singolo errore ha ricominciato a provare grande motivazione leggendo l’obiettivo.

Mi sembra di sentirti….

"Ma Antonio, allora tutti quei formatori e coach che sostengono che vada usato il presente, lo fanno per ingannarci?”

In realtà credo che ci sia tanta buona fede su questo tema, ma anche una marea d’informazioni sbagliate.

L’errore nasce dall’osservazione che le persone con alta autoefficacia parlano al presente riferendosi a obiettivi futuri, magari è capitato anche a te.

La sicurezza di farcela (autoefficacia) è tale per cui si parla dei propri obiettivi futuri come se fosse oggi, ma magari ci si trova anni luce lontani da essi.

Infatti quando provi molta autoefficacia rispetto ad una meta, ti viene di parlarne al presente.

Il problema è che qualche imbecille (americano) ha dedotto che è vero anche il contrario, cioè che se parli al presente degli obiettivi futuri allora ti sentirai più autoefficacie (o più sicuro di te, o attrarrai quella cosa, o vibrerai alla lunghezza d’onda della supercazzola….hai capito il senso!).

Purtroppo questa geniale deduzione è una fesseria tremenda, ma soprattutto ha il grande inconveniente di far sentire le persone che l’adottano incapaci di “visualizzare”. Così se il malcapitato chiede al guru di turno perché questo accada, questi gli risponderà : “Hai un evidente blocco inconscio!”. Tanto il blocco inconscio funziona sempre perché non puoi controllare che ci sia davvero.

Tutto ciò è assolutamente immorale.

Ecco perché ho deciso di scrivere questo post e spero tanto di averti chiarito questa importante dettaglio.

Si, perché è di un dettaglio che si sta parlando, ma è anche uno di quei dettagli che fanno un’enorme differenza.

Ti faccio una richiesta:

Sono curioso di sapere cosa ne pensi a riguardo, se sei o no d’accordo con me, e di conoscere la tua opinione in un caso o nell’altro.

Che ne dici di commentare e farmi sentire la tua opinione?

Sappi che ti risponderò personalmente!

Sii inarrestabile,

Antonio

PS: Condividere è sempre molto cool! Thanks!