NEUROSCIENZE E AUTOEFFICACIA

Oggi voglio parlarvi di alcuni aggiornamenti sul mondo delle neuroscienze e dell’impatto che l’Autoefficacia ha sul cervello umano.

Attenzione, sto parlando della fisiologia del cervello. Ossia di come muta “fisicamente” il cervello al variare della sensazione di riuscire in determinati compiti.

Recentemente sono stato a colloquio col Prof. Giovanni Bigio, un ricercatore a livello internazionale, presidente della società italiana di farmacologia e professore presso l’università di Cagliari e Harvard.

Insomma un’illustre studioso in questo settore, che ha davvero molto da insegnarci.

La collaborazione con il prof. Bigio per me, ha il senso di strutturare dei protocolli di formazione che eleveranno il panorama nazionale appunto della formazione e del coaching in un recente prossimo futuro. Per ora non posso rivelarvi ulteriori dettagli, ma a breve ne riparleremo.

Tornando agli studi del prof. Bigio, chiarisco che i suoi studi hanno poco a che fare con la psicologia delle persone, ma con le reazioni fisiche con cui i vari distretti del cervello reagiscono al presentarsi di alcuni stimoli.

L’esimio prof. con l’utilizzo delle risonanze magnetiche, ha “fotografato” le condizioni del cervello mentre veniva sottoposto a determinati stimoli e meraviglie delle meraviglie, questi scatti confermano il variare della fisiologia al variare dell’Autoefficacia.

E’ un aspetto di cui non mi sono mai occupato, un aspetto che potevo soltanto immaginare, ma che oggi conferma dal punto di vista scientifica le tecniche che quotidianamente metto in pratica.

Sto parlando di come l’aumento dell’Autoefficacia impatti non più soltanto dal punto di vista statistico e psicologico, ma sul tuo corpo, variandone la costituzione cerebrale.

Sto parlando del fatto che il protocollo P.E.R.F.O.R.M.A. che trovi nel mio libro Inarrestabile, piuttosto che il protocollo che applico nel Business Coaching, cambieranno il modo di fare formazione.

Per me è importante perché è un riconoscimento scientifico che aiuta tutta la comunità interessata alla formazione, e che segna una linea netta di divisione tra la famosa pseudoformazione di cui spesso parlo e ciò che realmente ti può aiutare sia nella vita quotidiana che nel Business.


Fisiologia del cervello umano

Un po di fisiologia del cervello è necessaria. Se non ne fossi a conoscenza, tra le altre cose, nel cervello abbiamo:

·        L’Amigdala, che è un distretto del cervello vicino al tronco encefalico, è la sede delle emozioni di tono emotivo particolarmente basso.

·        L’Ippocampo, che è la sede della memoria, racchiude tutto quello che rappresenta le nostre conoscenze.

·        Infine abbiamo il lobo frontale, che è parte che si trova nella parte anteriore del cervello, che si occupa del ragionamento.

Succede che quando percepiamo situazioni di qualsiasi tipo, l’Amigdala viene eccitata prende questo segnale ed invia un impulso all’Ippocampo, che a sua volta verifica se quella cosa fa già parte o è simile a qualcosa che rientra già nelle proprie conoscenze e “passa” questa informazione al lobo frontale che lo elabora.

Tutto questo avviene con dei meccanismi:

·        Automatici se trattasi di ricordi già presenti nell’Ippocampo.

·        Non automatici se le informazioni risultano essere nuovo apprendimento.

Facciamo un esempio.

Se durante una passeggiata il campagna vediamo muoversi qualcosa nel prato, l’Amigdala invia un segnale all’Ippocampo che il lobo frontale elabora come la necessità di scappare, perché potremmo trovarci in presenza di un serpente. Questo messaggio torna all’Amigdala che riconosciuto il pericolo, invia un segnale di stress, che attiva in questo caso la fuga.

La cosa curiosa è che tutto avviene molto velocemente, perciò cominci a scappare e solo successivamente realizzi che si trattava di un serpente.

Nella formazione, quando il cervello riconosce le nuove informazioni, funziona similmente, andando a stimolare l’attenzione verso i concetti che non conosciamo.

Il livello di capacità dell’imprenditore dipende dalla quantità di informazioni che possiede ed il livello di Atrofia/Ipertrofia dell’Amigdala.

Dalle risonanze magnetiche che il Prof. Bigio ci ha mostrato, abbiamo evidenza ad esempio del fatto che persone che fanno uso della cannabis, produce un’aumento dell’ipertrofia dell’Amigdala e una disconnessione tra questa ed il lobo frontale. Questi studi hanno condotto alla considerazione che queste circostanze comportano maggiore probabilità di eventi psicotici.


Insomma cosa centra con la formazione?

Centra perché questo studio dimostra che queste persone hanno un’Amigdala troppo stimolata, ne consegue uno staccamento dalle componenti razionali, e comporta come conseguenza il prendere delle decisioni “poco razionalizzate”.

La dimostrazione che di cui ci ha parlato viene da studi condotti sugli animali. Ci ha mostrato evidenze di ciò in un esperimento condotto sui ratti.

Durante questi esperimenti, sottoponeva gli animali a degli stimoli che iperstimolano l’Amigdala.

In questo esperimento sottoponeva questo ratto ad un circuito studiato appositamente. Il topolino, veniva inserito all’interno di una vasca piena d’acqua e dopo un po riusciva a raggiungere questa isoletta, nella quale trovava sollievo.

Questo veniva ripetuto più volte ed è stato evidenziato come dopo un po il topo raggiungesse più facilmente l’isoletta, poiché all’interno delle sue conoscenze. Cioè dimenticava le conoscenze pregresse.

La cosa bizzarra è che se lo steso topo veniva sottoposto a stress, magari dalla presenza di ulteriori animali, perdeva la stessa capacità di raggiungere facilmente l’isoletta, poiché si disperdevano le connessioni tra Amigdala e lobo frontale.

Questo sta a dimostrare che in condizione di particolare stress, è possibile prendere decisioni sbagliate o fare qualcosa di non abituale.

Il Prof. Bigio tra le altre cose è a conoscenza delle teorie di del Prof. Albert Bandura e dei suoi risultati. Perciò mi ha confermato che la riduzione dell’Autoefficacia ha un effetto ipertrofico sull’Amigdala. Gli stimoli vessatori da parte dell’ambiente (persuasori negativi, credenze limitanti ecc…), stressano l’Amigdala al punto che la persona non solo non è in grado di razionalizzare (sembra fare cose meno intelligenti), ma addirittura reagisce con meccanismi più istintivi (meccanismi attacco-fuga).

In definitiva, la scienza sta dimostrando che i fattori che migliorano l’Autoefficacia, che quotidianamente applico (mutuandoli dagli studi del Prof Bandura), hanno un effetto sul tuo cervello e non solo sulla tua mente o sul tuo modo di pensare.

Ossia, lavorare sull’Autoefficacia va a modellare la struttura del tuo cervello verso un miglioramento generalizzato.

Ancora, il Prof. Bigio ci ha mostrato uno studio su una persona che aveva il desiderio di cambiare lavoro, ma che era combattuto dal fatto che questo cambiamento lo avrebbe portato lontano dalla famiglia (quello che nel mio libro Inarrestabile chiamo contrasto tra i valori).

Il soggetto si sentiva in colpa quando era con la famiglia perché doveva lavorare, ma al contempo sul lavoro non rendeva come avrebbe potuto per il senso di colpa.

Questo stimolo negativo ha comportato l’Ipertrofia dell’Amigdala, con un effetto poco razionale, perché è come se il lobo frontale non riuscisse a reagire e quindi la persona rimane immobile e non è capace a reagire.

Sono stato onorato di confermare questo studio, riportando l’esempio di un mio cliente che si trovava nelle medesime condizioni e che avendo lavorato con me su questi aspetti, si è liberato di queste zavorre raddoppiando addirittura il fatturato.

Ebbene il Prof. Bigio si è complimentato con me per i risultati raggiunti, restando sorpreso del fatto che questi studi possano avere un effetto anche così importante anche nel Business.

Gli ho fatto dono del mio libro, che mi ha promesso di leggere per poi concedermi le sue considerazioni a riguardo.

Vediamo un attimo allora quali sono gli impulsi che possono avere un impatto negativo sul cervello, rendendo ipertrofica l’Amigdala.

Il prof. Bigio ha dimostrato che:

·        La presenza intorno a noi di persone negative (che si lamentano, che sono sempre pessimiste, ECC..). E’ sorprendente il fatto che queste sono cose già presenti nel libro Inarrestabile, ancor prima di razionalizzare questi concetti.

·        La mancanza di conoscenza è negativa, perché innesca un meccanismo di indecisione, perché l’ippocampo non le riconosce e l’Amigdala si Iperstimola per aumentare l’attenzione. Il problema è che il troppo stress spesso non aiuta la concentrazione.

·        La mancanza di sonno. In un altro esempio, ha parlato del calciatore Ronaldo che in uno dei mondiali a cui ha partecipato ha fatto un clamoroso Flop a causa dello scarso riposo (poichè viaggiavo molto, costretto da allenamenti, eventi per gli sponsor, ecc…). Diminuendo il tempo del circuito Amigdala- Ippocampo, durante le partite ha reso malissimo perchè non riusciva a prendere velocemente decisioni (cosa che di solito gli riusciva molto bene).

Stesso studio viene condotto sui piloti dell’Alitalia, che sottoposti a frequenti Jet Leg, vengono sottoposti a riposo forzato quando viene loro rilevata una eccessiva ipertrofia dell’Amigdala.

·        Le droghe. Ci ha parlato degli effetti delle droghe sull’Amigdala, dimostrando come si rallenta la connessione con l’Ippocampo.

·        L’alcol addirittura sembra tagliare questa connessione Amigdala –Ippocampo, interrompendo la possibilità di comunicazione.

Tutti questi illustri studi convalidano le mie teorie e mi sento di dire che se sei un imprenditore, un libero professionista, un manager, trovi tutte le soluzioni già contenute in Inarrestabile, il mio libro.

Inoltre gli strumenti che trovi nel mio libro sono ampiamente approfonditi nel mio corso Strategie per la tua autoefficacia, di cui a breve avrai notizie circa le evoluzioni che sto mettendo a punto.

Perciò per migliorare la tua performance:

·        Frequenta persone positive.

·        Impara ad isolare i vampiri di energia.

·        Evita droghe e limitare il consumo dell’alcol.

·        Dormi di più, perché durante la notte andiamo a memorizzare e sedimentarle nell’Ippocampo, andando a consolidare i ricordi. Inoltre il sonno rilassa L’Amigdala, che torna alla sua condizione fisiologica.

I feedback che mostro quotidianamente ne danno evidenza.

Ancor più autorevoli sono gli studi e le statistiche effettuate sull’Autoefficacia dagli illustri studiosi, ma oggi con il Prof. Bigio abbiamo un ulteriore dato per dimostrare scientificamente l’efficacia dei protocolli che quotidianamente applico.

Siamo soltanto all’inizio di un lungo cammino legato alla rivoluzione che può creare l’Autoefficacia.

Non aver timore, il cammino lo fare insieme.