SISTEMATIZZARE IL TUO BUSINESS - IL RUOLO DEL BUSINESS COACHING

Dov'è scritto che devi seguire un modello prestabilire se vuoi prosperare?

La verità è che in giro si trovano molti pseudo guru che vantano sistemi vincenti applicabili indistintamente ad un calzolaio, piuttosto che ad una farmacia.

Non posso evitare di commentare negativamente questo approccio. Non lo condivido, tranne che non venga utilizzato per scopi didattici.

In questo post spiego in maniera definitiva perché i business non sono uguali, partendo da esempi di successo, ed infine condivido l’approccio di Business Coaching Italia alla sistematizzazione delle aziende volte ad aumentarne le performance.

Esiste un modello unico ed un sistema sempre efficace?

 Per rispondere a questo quesito prediamo in analisi alcuni esempi:

  1. Pensa ad Elon Musk, cofondatore di Paypal, il sistema di pagamento Online più diffuso al mondo. Oggi Elon è un imprenditore multimilionario che fa Business in molteplici mercati: dalle auto elettriche (Tesla Motors), ai veicoli spaziali (SpaceX), alla cura delle malattie (Halcyon Molecular).

    Cosa hanno in comune questi Business?
    Direi che i suoi Business non hanno nulla in comune. Ma allora bisognerebbe chiedersi qual è il Modello che segue questo imprenditore?

    Secondo me non ne ha nessuno. Probabilmente è un imprenditore con una grande capacità di individuare scenari e bisogni futuribili (la così detta Vision).
    Questo è un caso eclatante che confuta le famose “regole di base” del business.
     
  2. Ancora, pensiamo a Steve Jobs.

    Un esempio per molti, che se andiamo a studiare può chiarire alcuni dubbi riguardo i Modelli.
    Con la sua Apple progettava Computer. In un momento in cui tutti progettavano sistemi informatici “aperti”, lui lancia un sistema “chiuso”, contro ogni logica di mercato.
    Poi lancia l’Ipod, con il quale apre un nuovo mercato.
    Successivamente ottiene un successo planetario con l’Iphone e più tardi ancora con l’Ipad, appleTV e apple watch.

    In gergo tecnico, questo si definisce estensione di linea, che in molti Modelli viene considerato un errore.
    Eppure Steve Jobs ce l’ha fatta!
    Com’è possibile, visto che non ha rispettato ciò che suggeriscono i Modelli standardizzati?
     
  3. Conosco molto bene un’azienda, la Menarini, perché come dovresti già sapere se mi segui, ci ho lavorato a lungo.

    Menarini non è solo la prima azienda farmaceutica in Italia, ma è tra le prime al MONDO. E’ presente in oltre 100 paesi e fa numeri da capogiro (4.000.000.000€).

    Eppure sapete di quante molecole era proprietaria fino a pochi anni fa?

    Nessuna. Si, ok, non proprio nessuna, ne avrà avute 2-3, ma nessuna tra quelle top-seller.

    Questa azienda aveva negli anni puntato tutto nella creazione di un sistema di marketing, un sistema di vendita, un sistema di leadership, diventando così un punto di riferimento per le multinazionali che volevano lanciare i propri farmaci in Europa e poi nel mondo. Ma per quanto riguarda la ricerca di farmaci propri, quella per anni non è stata il fiore all’occhiello di questa compagnia.

    Di fatto può essere considerata un grosso distributore, un co-marketer o un’azienda partner con una belle rete vendita.

    Possiamo dire che la Menarini ha tradito la regola generale che presuppone di essere proprietari dei prodotti che si commercializza.
    Eppure anche Menarini ce l’ha fatta.
     

"Chi ha solo un martello, pensa che molte cose siano chiodi"

 

Se incontrate i migliori imprenditori del mondo, o anche i migliori nel vostro paesino di campagna, nessuno ha mai fatto un business plan prima di partire, nessuno segue un modello predefinito e nessuno si pone di fronte a problemi differenti con lo stesso approccio.

Conosci la frase di M. Twain?: "Chi ha solo un martello come strumento, penserà che molte cose siano chiodi"

Ecco questo è l’errore che un imprenditore di successo non commette mai!

Eppure ci sono fior di consulenti, formatori e coach che si prendono la briga di imbrigliare le cose dentro una serie di paletti precostituiti, predigeriti e preconfezionati.

Il problema è che questi “modelli predigeriti” non sempre si applicano alla tua realtà, con la conseguente ed inevitabile serie incredibile di fallimenti che si possono vedere in giro.

 Allora perché proporre questi schemi?

 Le motivazioni sono sostanzialmente due:

  • Per motivi didattici. Infatti molto spesso per facilitare l’apprendimento di un corpo di conoscenza, la cosa migliore è schematizzare il tutto e creare delle procedure.

    Anche io uso questo metodo, perché mi rendo conto che, per un neofita in una specifica materia, è la cosa migliore in quanto aumenta l’apprendimento.

    Ad esempio nel corso “Strategie per la tua efficacia” spiego come rimuovere tutti i condizionamenti che limitano il senso di autoefficacia dell’imprenditore, riportando per ogni “zavorra” uno o più esercizi efficaci ed applicabili in autonomia. Detto ciò, premetto nel corso che non tutte le persone hanno le stesse “zavorre” ed è, quindi, loro responsabilità applicare gli esercizi più utili al loro caso specifico.
  •  Il secondo motivo per cui si propone l’uso di un modello è che, chi te lo propone, vuole venderti il proprio prodotto. Nella convinzione, in parte fondata, che il marketing che sta facendo è più importante del valore reale del servizio che eroga.

    In questo gli americani sono il massimo, ma molti italiani si stanno adattando a questo modo di fare business, per cui si fanno promesse estremamente desiderabili, vendendo “il sistema n.1 al mondo che funziona sempre perché l’ha usato già zio Paperone”.

    Ovviamente per assicurarsi un guadagno cospicuo chi eroga il servizio non è proprio “un fulmine di guerra”, ma tanto poi se qualcosa non funziona, sui grandi numeri chi se ne frega!

    In tal caso, si sottolineerà che si tratta di una responsabilità del cliente, che avrà un blocco inconscio o perché non si è impegnato lavorando anche a notte fonda per applicare quel passo specifico, che era necessario e senza il quale nulla avrebbe potuto funzionare.

 

Tengo a precisare che creare dei modelli o rendere tutto standard è una bella sfida; non ti nascondo che anche io sono stuzzicato dal trovare la formula magica, poi ritorno alla realtà e ricordo i fondamentali:

  •  I business, i mercati, i settori e le persone non sono tutti uguali e tu lo sai.

    Per quanto si provi a massificare la realtà, la verità di questo pianeta è che le cose cambiano da persona a persona, da business a business, da settore a settore. Cercare di applicare le stesse regole ad un’azienda che vende connettività ad un’azienda che produce e commercializza impianti industriali è una follia.
  •  Un imprenditore, per definizione è portato istintivamente a creare un modello, un sistema. Se sei un imprenditore o un professionista hai già creato un sistema.

    Anzi a dire il vero un’azienda è un sistema all’interno del quale ci sono tanti altri sistemi. Di solito molti sono già implementati, magari sono migliorabili, ma comunque già esistenti.

Arrivare in una società, per quanto piccola, ed avere l’arroganza di dover appiattire tutto per applicare le regole immutabili del proprio modello, è un atteggiamento ottuso e presuppone che tu, imprenditore o professionista, tu, che con il tuo lavoro servi già dei clienti, dai lavoro ai tuoi impiegati, contribuisci e non poco all’erario…..tu, proprio tu, sei un emerito imbecille!

 Ricapitolando non è possibile applicare un Modello predigerito perché:

  1. Ogni Business è differente dagli altri;
  2. Ogni mercato presuppone dinamiche differenti;
  3. Ogni imprenditore è diverso dagli altri.

Il tuo Business è UNICO e non può essere trattato al pari degli altri. Credo che questa sia una cosa che tu condividi senza alcun dubbio.

 

 

 

 

 

Cosa manca perché il tuo business sia sistematizzato ed organizzato per il massimo profitto?

Nella mia esperienza con medici, manager, CEO di multinazionali, professionisti, piccoli imprenditori, grandi imprenditori ho sempre constatato che avevano già sistematizzato dei reparti.

Ogni volta che entro in un’azienda trovo delle cose già fatte, perfettibili, magari, ma già impostate.

E il mio compito come Business Coach è quello di riconoscere le cose già organizzare ed aiutare ad organizzare quelle che non lo sono?

La domanda è perché non lo sono?

Perché gli imprenditori organizzano in maniera intuitiva ciò in cui si sentono già autoefficaci e lasciano al caso, o quasi, ciò in cui non si sentono autoefficaci.

Ecco perché il mio modello di business coaching funziona così bene e da sempre dei risultati concreti.

Perché parto dall’imprenditore: per capire in cosa si sente “autoefficace” ed in cosa no.

Il mio obiettivo è supportarti per implementare le cose in cui ti si senti debole, rispettando il tuo modello di business e salvando ciò che già funziona.

In ogni organizzazione, piccola o grande, non si può applicare il modello A-B-C-D-E-F-G, perché magari A, D e G sono già ben fatti.

Bisogna capire bene le cose che già funzionano e individuare le attività in cui l’imprenditore non si sente autoefficace.

Aiutandolo ad implementare ciò che manca o non funziona attraverso le regole dell’autoefficacia e applicando la conoscenza specifica del management.

Ingredienti del servizio Business Coaching Italia

Nel processo che applichiamo ci sono alcuni presupposti essenziali, ai quali teniamo molto:

  1. L’ AUTOEFFICACIA

    E’ la sensazione di riuscire in un determinato compito. E’ ovvio che se non SENTI DI RIUSCIRE a realizzare il tuo Business, difficilmente riuscirai a comprendere le dinamiche di ciò che ti proponiamo.

    Perché ad un certo punto, nel tuo Business non conta quello che fai, ma conta QUELLO CHE SEI, quello in cui credi.

    Quindi lavorare su questo concetto per un imprenditore, è importantissimo perché gli permette di sistematizzare aspetti della propria azienda nei confronti dei quali si sente poco Autoefficace. Perché se un imprenditore non ha la sensazione riuscire ad esempio nella sistematizzazione della produzione, sarà poco disposto a seguirne il processo.

    Succede spesso che imprenditori con scarsa Autoefficacia nei confronti di alcuni processi, se non vengono seguiti adeguatamente nella fase iniziale, tendono naturalmente a tornare sui soliti schemi passati, ripetendo errori passati.
     
  2.  IL MANAGEMENT

    Per avere risultati un Business Coach deve avere una serie di conoscenze senza le quali non può essere di supporto a nessun Business. Per esempio, se un coach non conosce la differenza tra il marketing e le PR, direi che c’è qualcosa che non va.
     
  3.  L’APPROCCIO TAYLOR MADE

    Noi partiamo dall’azienda, dal cliente, e non dal nostro business.
    Non si può pensare di applicare un modello unico a tutti i business e a tutte le persone.
    Devi essere cosciente del fatto che hai necessità degli strumenti adeguati al Business che stai trattando.
    Deve essere il sistema ad adeguarsi al tuo Business e non il contrario.

Questi sono i fondamentali da cui partiamo io ed il mio team, perché i risultati ci danno ragione in ogni Business che affrontiamo.

Il mio “sistema” di business coaching non parte mai da un modello precostituito, ma dalla persona. La persona è al centro!

 

 

 

 

 

 Ecco perché i coach del mio team:

  • sono tutti imprenditori o professionisti;
  • fanno un anno di formazione (un anno!!!);
  • ogni settimana si riuniscono con me condividendo i progressi di ogni cliente che seguono.

Perché questa cosa non la s’impara facilmente, ci vuole tempo e dedizione, non si può applicare seguendo semplicemente uno schema preimpostato.

 Ora, non tutti sono disponibili a fare sessioni di business coaching con noi, ed è questo il motivo per il quale sviluppo, sto sviluppando e svilupperò corsi schematizzati, ma la massima efficacia la garantisco con un progetto taylor made. Non c’è nulla da fare.

Se vuoi assicurarti il successo nell’organizzare in maniera produttiva e performante la tua attività, ti consiglio di contattarci e di farti aiutare dai PROFESSIONISTI DEL BUSINESS COACHING

Senza perdere tempo nel prossimo programma predigerito che parte dal presupposto che tutti i business sono uguali e che tu sia un idiota.

 A te la scelta.

 Sii inarrestabile,

Antonio