Talento: come riconoscere il proprio e metterlo a reddito

Le persone nascono con un pacchetto interno di risorse in dotazione, di solito niente male, in alcuni casi, fantastico.

Un biglietto in prima classe verso la felicità e la realizzazione personale.

Basterebbe soltanto lavorarci su, con persistenza e raccogliere i frutti del proprio talento.

Invece cosa fanno molti?

Si sbattono, faticando spesso come schiavi, per imparare metodi strani, quando non addirittura strambi, al fine di sopravvivere, o meglio stentare a vivere.

Tutto un lavoro incasinato che serve solo ad una cosa: a perdere di vista il centro, il focus, l’essenziale.

Invece, trovare il focus, il centro, l’essenziale, rende le persone felici, creative e libere, davvero libere.

Tutto sarebbe più bello, le cose funzionerebbero meglio, il mondo sarebbe migliore e ne guadagnerebbe perfino la salute, come molti studi seri dimostrano.

Il centro, il cuore è uno soltanto: sviluppare il proprio talento. Non c’è altro da fare, e hai detto niente, amico mio! Questo è veramente tutto, il resto è una conseguenza.

Cos’è il talento.

Il talento è quel complesso di doti intellettuali, bravura ed ingegno per qualcosa. È sinonimo di attitudine, anche di predisposizione. Quindi una persona talentuosa è predisposta in qualche attività.

Ergo, qualsiasi sforzo spende in quell’attività per cui ha talento, le possibilità di successo sono maggiori.

Questo è un concetto molto semplice e constatabile nella realtà, se sei “portato” per un’attività, avrai maggiori possibilità di riuscire rispetto a un’attività per la quale non hai predisposizione o talento.

Quando eri bambino, qual era l’attività che ti riusciva più facile di altre?

Quella è un’attività per la quale avevi, e magari hai ancora, talento.

Pensaci bene: devi soltanto sapere qual è il tuo talento, svilupparlo e costruire la tua vita su quello.

Non sarà facile, ma sai come dico sempre “nulla è facile e niente è impossibile!”

Il messaggio è chiaro e coincide con quello che noi amiamo di Bandura, il grande padre dell’autoefficacia: datti da fare sulle cose per cui hai talento e provi passioneperché ti risulteranno semplici.

Non perdere tempo in attività che sono state facili per altri, perché se non ti appassionano e non t’interessano, tali attività saranno insormontabili per te.

E come si fa a scoprire il proprio talento?

Come si fa a trovare il proprio talento

Andiamo sul pratico con qualche passo concreto, operativo.

Prendi un bel foglio di carta e rispondi a questi quesiti, rispondi con il maggior numero d’informazione che riesci a trovare:

  1.  Cosa sai fare bene che agli altri risulta difficile ?
  2. Quali sono le cose per le quali le persone ti chiedono di solito aiuto?
  3. Quali sono le attività che il tuo capo di solito riconosce come capacità innate?
  4. Quali erano le attività che ti appassionava da bambino e che ti riuscivano facili?

A questo punto hai un elenco di attività per le quali riconosci o ti viene riconosciuto di avere del talento.

La prossima cosa che dovrai fare è:

Raggruppale per macro-area.

Ad esempio: parlare in pubblico, comunicare con il sindacato, trovare strategie negoziali con la concorrenza, sono tutte capacità che rientrano nella competenza comunicazione, per la quale magari hai un certo talento.

Fatto ciò conta le macro-aree, magari riscontrerai di avere due, tre talenti predominanti.

Ecco, quelli sono gli ingredienti base su cui poter creare il tuo futuro ed il tuo successo.

Se, per esempio, sei dotato di capacità comunicative, ti viene riconosciuta una spiccata empatia, capacità di ascolto e creatività (è solo un esempio) la domanda che ti dovresti porre è: Quali sono le attività in cui tali doti sono richieste?

Ed ora è solo una questione di ricerca. Scoprirai che il tuo “pacchetto” di doti naturali sono richieste in lavori come:

Il coach

L’avvocato

Il venditore

Ecc.

Ora scegli il lavoro che più ti attira ed il gioco è fatto, o meglio, è appena iniziato.

Si perché a questo hai bisogno di un piano, un piano per sviluppare il tuo talento e metterlo a reddito.

Metterlo a reddito significa guadagnare facendo quello che si ama fare, quello che faresti, o forse già, fai gratis.

Ora m’immagino due obiezioni che potresti fare.

1)       “Antonio, avevo già intuito quale fosse il mio talento!”

2)       “Antonio, ma perché dovrei farmi pagare per una cosa che amo fare?”

Ecco le mie risposte:

1)       Bene, lo avevi intuito, ora ne sei sicuro, lo sai e ne hai assoluta consapevolezza razionale.

2)       Perché magari mettendolo a reddito puoi passare da dipendente sottopagato e vessato a libero professionista ben pagato in un paio di anni?

Sii inarrestabile!

 

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