Autoefficacia

Paura. Cos’è veramente e come si gestisce.

Paura. Cos’è veramente e come si gestisce.

Questa società usa la paura, la frustrazione e le preoccupazioni delle persone per vendere. Lo capisco, la mia estrazione marketing mi dice che è giusto che sia così, però che palle!

Dovunque ti giri si usa la paura delle persone contro di loro per vendere qualcosa, il che andrebbe anche bene se ciò che si vende è di qualche utilità. Il problema sorge quando si vende aria fritta.

Resilienza: mantenere duro quando il gioco si fa duro

Resilienza: mantenere duro quando il gioco si fa duro

Ultimamente si fa un gran parlare di resilienza, va di moda. Mi è stato segnalato che se ne parla in tanti libri, in tv, nelle trasmissioni del mattino e al telegiornale. Incredibile.

La parola “Resilienza” viene dalla metallurgia e rappresenta la capacità di un corpo di resistere alle sollecitazioni esterne.

Cosa dipende dall'Autoefficacia

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Cosa influenza l'autoefficaciaOggi voglio parlarti delle capacità influenzate dall'autoefficacia. Intanto ricordiamo cos'è  l'autoefficacia: è un giudizio di capacità personale che una persona da a sé stessa.

Quindi ha a che fare con le tue convinzioni di riuscire o meno in una determinata attività, sia essa operativa o anche semplicemente mentale.

Per esempio puoi avere convinzioni di autoefficacia che riguardino la tua capacità di guidare a 200 km/h su un circuito o di immaginare nel dettaglio il meccanismo di una macchina volante; puoi avere convinzioni di autoefficacia che riguardino la tua capacità di scolpire il legno o di imparare una lingua in maniera corretta.

 

L'autoefficacia ha relazione con molte competenze cardine delle persone.Guarda il video qui sotto dove ti parlo delle capacità influenzate dall'autoefficacia, dura meno di due minuti!

Beh, personalmente quando ho appreso questi dati ho trovato interessante che molte persone facciano corsi di motivazione, quando la motivazione è in realtà un risultato di altro.

In quel momento ho iniziato a confrontarmi con tutti i formatori e autori che conoscevo o ho conosciuto da lì in avanti, in particolare con tutti coloro che continuano a raccontare dell'importanza di visualizzare i propri obiettivi come già realizzati, o a coloro che continuano a lavorare sulla motivazione, ecc.

Capiamoci, non voglio essere polemico, credo che ognuno prova ad insegnare quello che conosce, ogni formatore, autore, coach s'impegna a condividere le migliori informazioni che ha, ma alle volte queste informazioni non sono sufficienti.

La mia domanda era sempre la stessa: "Se è importante saper visualizzare, o essere motivati, perché non tutti ci riescono? Perché i tuoi corsi per cambiare la vita delle persone, poi non la cambiano?"

Perché solo il 5-10% delle persone applica con successo quello che hai insegnato loro?

Ho raccolto tante informazioni facendo queste domande: molti dicono che chi non agisce non è pronto (invalidando di fatto i propri clienti, della serie "io dò ottime informazioni, sono loro che sono degli smidollati" cit.), altri dicono che a furia di ripetere e ripetere primo o poi si acquisirà l'abilità di cambiare la propria vita, alcuni altri hanno ammesso di non essersi mai posti il problema, ma nessuno aveva una esauriente risposta a questa domanda.

La realtà è che lavorare su cose come la motivazione, la consapevolezza di sé, la resilienza (resistenza allo stress) è come voler curare un'infezione batterica con un antinfiammatorio, che riduce per un po' il sintomo senza eradicare i batteri che hanno determinato l'infezione, il risultato finale sarà il propagarsi dell'infezione stessa.

La motivazione, la capacità di visualizzare e tutte le altre competenze menzionate nel video dipendono dalla tua autoefficacia, se vuoi un risultato definitivo dovresti prendere in seria considerazione approfondire questo tema; diversamente potresti camminare sulla brace, è divertente! :-)

Sii inarrestabile,

Antonio

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PPS: Sai che esiste un corso che ti aiuterà ad aumentare la tua autoefficacia ed è completamente gratuito? Clicca il link qui sotto se t'interessa saperne di più!

http://antoniopanico.com

Quali sono le differenze tra chi ha alta e bassa autoefficacia?

alta bassa autoefficacia
L'autoefficacia é l'insieme delle convinzioni rispetto alle proprie capacità di riuscire a ottenere un risultato specifico.
Cosa contraddistingue le persone con alta autoefficacia?
Cosa impedisce alle persone con bassa autoefficacia di raggiungere i propri obiettivi?
Ho realizzato questo breve video per chiarire le caratteristiche delle persone con bassa e alta autoefficacia.
Seguendo il video riuscirai a comprendere il tuo livello di autoefficacia e come massimizzarla.
Ti sei riconosciuto in queste caratteristiche? Hai domande a proposito di ciò che ho spiegato nel video? Lasciami il tuo commento tramite il modulo sottostante!
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Senza esitazione. Come conoscere la tua Mission personale ti aiuta ad agire senza esitazioni.

non esitare

non esitareQualche giorno fa mio figlio Matteo ha partecipato al campionato nazionale di climbing (arrampicata) nelle tre discipline tipiche di questo sport. La sua "specialità" è il boulder, cioè l'arrampicata senza corda su un percorso particolarmente difficile e tecnico (sotto alla roccia c'è un materassino).

Nella sua categoria è il primo in Toscana, ma alle nazionali si è confrontato con bambini molto più bravi di lui e con più esperienza, allenati da istruttori con più esperienza in palestre con tradizione maggiore della nostra di Firenze.
Iniziata la gara, lui parte dalla parete più difficile, il primo tentativo va a vuoto, il secondo ed il terzo, che approccia un po' giù di tono, vanno ancora peggio, così lui si gira, viene verso di me e dice: "basta, non voglio più gareggiare, meglio ritirarsi!".
Piange, si lamenta mentre tutti noi cerchiamo di convincerlo a risalire, fallendo miseramente. Poi arriva l'istruttore, un tipo di poche parole, che lo guarda, gli dice qualcosa e lo convince a riprovare su un'altra parete.
L'istruttore lo incita a bassa voce sussurrandogli: “Vai Matteo, senza esitazione!
Matteo sale, si prepara e al via inizia a salire: prima presa, seconda, poggia il piede e spinge in alto. Guarda la presa alta, troppo alta per lui, senza pensarci molto fa un salto e si aggancia con la mano destra, dondola un po' mentre io da lontano stringo i denti, gli amici lo incitano "vai Matteo, uhhhhh!". Lui aggancia un bordo con il piede, allunga l'altra mano e saldamente si mantiene ad un altro piccolo appiglio, poi aggancia l'altro piede e si tira su, ma il piede scivola perché la presa è troppo piccola, così si tira su con le braccia, in uno sforzo atletico notevole e passa alle prese successive, più stabili e sicure; il passo finale prevede la presa di una sporgenza con entrambe le mani, a questo punto senza alcun problema si aggancia e si gira per guardare il giudice di gara che gli conferma il superamento della prova.
Salta giù ed è felice!
Guarda l'istruttore per ringraziarlo e poi va dalla mamma, poi dagli amici che lo abbracciano.
Ora ci sono le prossime salite da affrontare, lo farà senza esitare, superandone alcune, altre invece saranno troppo difficili per lui, ma la prova più importante per me l'ha vinta.
La prova più difficile è stata agire senza esitazione.
Lo è sempre!

Ho visto quest'atteggiamento in varie occasioni nella mia vita:

  • di fronte ad un pericolo di vita. In queste situazioni molte persone, si danno da fare senza esitare; agire senza esitazione è l’unica strada per sopravvivere quando sei in pericolo.
  • Quando si è esperti della cosa che si sta facendo. Non so se ti è mai capitato di vedere un professionista oppure un artista all’opera, di solito agisce con mano ferma e senza esitare assolutamente. Come ho scritto in altri post, questo senso di “autoefficacia” è dovuto ad un insieme di elementi: le esperienza di successo, lo studio di modelli, la fisiologia e la persuasione (vedi l’articolo ….);
  • Infine c’è una situazione molto particolare, in cui una persona non è disperata (non c’è un pericolo di vita) e non è particolarmente esperta in ciò in cui si sta accingendo (pur avendo un minimo di abilità). Esistono momenti in cui si riesce ad agire senza alcuna esitazione, senza contro-intenzioni. Questo accade quando si sa cosa si vuole fare, si ha assoluta chiarezza d’intenti. Però questa chiarezza non sempre basta; esistono anche altri due fattori fondamentali che hanno a che fare con la tua Mission personale o scopo primario.

La Mission personale o scopo primario.

missionQuando sei impegnato verso qualcosa che è in linea con la tua mission le cose funzionano, riesci ad ottenere le cose che postuli, hai fortuna e così via.
Quando stai andando verso obiettivi che non ti riguardano, che non sono in linea con la tua mission ogni cosa è piena di ostacoli, tutto è difficile, ci sono mille problemi, sembra di avere sfortuna su ogni singola cosa da fare.
Lo scopo principale della vita ha a che fare con la tua stessa identità, rappresenta ciò che sei e rende tutta la tua vita più facile e divertente.
Non sto dicendo che non ci sono ostacoli, in realtà ci sono, ma li superi con molta facilità e spesso tali ostacoli si fanno da parte da soli. Tutto sembra andare meglio e tu sei più forte e soprattutto, agisci senza alcuna esitazione.
Personalmente quando mi trovo ad agire con un minimo di esitazione mi chiedo se quella cosa che sto facendo esprime la mia identità, la mia mission. Così quell’azione mi avvicina al mio scopo agisco, diversamente aggiusto il tiro e rivaluto ciò che sto facendo.
La domanda ora è: Come si fa a sapere qual è il proprio scopo primario?
Ci sono molti modi, alcuni molto più efficaci di altri, personalmente uso per i miei clienti un modulo di coaching dedicato, è molto efficace e alla fine del coaching non solo hai chiara la tua mission personale, ma hai anche un piano super dettagliato di cose da fare.
In ogni caso, come faccio di solito nel blog, voglio dare una strategia per risolvere questo problema in autonomia.
Esiste un buon modo di capire quale sia la propria misson senza aiuto esterno ed è chiederselo quotidianamente.
Ogni giorno, anche più volte a giorno puoi chiederti: “cosa voglio veramente?”
Vedrai che subito la tua mente darà delle risposte, la cosa importante è scrivere tutte le risposte, per metterle lì, fuori dalla mente, fare spazio e chiarezza.
Quindi: chiediti quotidianamente quale sia la tua mission personale, il tuo scopo primario, e scrivi le cose che ti vengono in mente ogni volta su un taccuino dedicato.
Per un po’ di tempo scriverai cose meno importanti, poi un giorno penserai qualcosa d’importante per te, saprai che è il tuo scopo primario perché sarà bellissimo, ti emozionerà, magari ti farà anche un po’ paura (è un buon segno), ma saprai in qualche modo che è il tuo scopo principale.
A quel punto potrai iniziare a pianificare tutto ciò che ti servirà fare per compiere la tua mission personale e nulla sarà più lo stesso.
Sii inarrestabile con la tua mission personale,
Antonio

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Mission personale, come comprenderla con la "Precessione".

Mission personale, scopo, precessione

Mission personale L’ape, guidata dal suo istinto, esce dal suo alveare a caccia di nettare, ma ogni volta che entra in un fiore si sporca le zampe, il corpo e le ali di polline. Volando poi in un altro fiore lo impollina accidentalmente ed in modo inconsapevole, anche perché l’ape non ha una mente strutturata per la consapevolezza. L’esempio dell’ape era quello che secondo Bucky Fuller meglio rappresentava la teoria della “precessione” (la quale spiega, tra l’altro, l’effetto gravitazionale del Sole sulla Terra). Questo concetto è a me molto caro perché l'ho riscontrato tantissime volte nella mia vita ed osservando l’attività di alcune persone di successo. Questo concetto, espresso tra le righe nel mio e-book “Leadership Illuminata” è alla base della ricchezza economica e non solo di quel tipo di ricchezza.Probabilmente ora ti stai ponendo tre domande:

  • Chi è ‘sto Bucky Fuller?
  • Cosa è e cosa riguarda la “precessione”?
  • Perché è importante che io la comprenda ed agisca secondo essa?

 

Vediamo se riesco a rispondere chiaramente a tutti e tre le domande. Inventore, architetto, designer, filosofo, scrittore e conduttore televisivo statunitense nonché professore universitario alla Sourthen Illinois, Richard Buckminster Fuller è stato uno dei primi teorizzatori e anticipatori del pensiero globale e ambientale, precursore di un'architettura ecocompatibile e sperimentatore di nuovi materiali applicati alla costruzione di spazi domestici e pubblici. Dopo la morte per polmonite della figlioletta, contemplò il suicido, tentando anche un paio di volte, fino ad arrivare alla conclusione di non avere diritto di togliersi la vita. Capì che la sua vita aveva un senso ed uno scopo e decise che non avrebbe più parlato fino quando non avesse capito lo scopo della sua vita. Dopo un anno di assoluto silenzio (WOW!) definì la sua vita come un esperimento ed iniziò ad agire in linea con le tue teorie per verificarne la veridicità. Tra le sue teorie filosofiche la “precessione” fu una delle fondamentali,  come diretta conseguenza di tale teoria iniziò ad operare per il bene della natura, credendo che l’umanità si sarebbe approvvigionata in futuro di energia soltanto da fonti rinnovabili (speriamo!) e volendo egli stesso innescare questo meccanismo. Progettò materiali, edifici, auto e sistemi industriali ad alta efficienza e basso consumo energetico. Famose sono le sue “Cupole geodetiche” costruite in materiali leggerissimi e senza sostegno.

800px-Biosphère_Montréal Per quanto mi riguarda sono molto interessato alla sua filosofia e alle sue teorie sulla vita, anche perché il suo rigoroso approccio scientifico consentono un riscontro di esse nei meccanismi perfetti della natura, a differenza di tutte quelle metafisiche teorie che personalmente mi danno più il senso di una "supercazzola" (non so se ti sei mai trovato a leggere o ad ascoltare di una di quelle teorie astruse che si capiscono male e che non sono riscontabili nella vita…) Vediamo allora cos’è questa “Precessione” La precessione rappresenta l’effetto che un corpo in movimento ha sui corpi circostanti. Prendiamo l’ape di cui parlavo all'inizio dell’articolo. L’ape, muovendosi verso il nettare, determina un effetto a 90° sul mondo circostante, infatti impollina i fiori in cui entra. Allo stesso modo se lasciamo cadere un sasso nell'acqua  tale corpo in movimento determinerà un effetto perpendicolare (a 90°) sull’acqua sotto forma di onde,  tali onde determineranno un effetto perpendicolare sulla costa, sull’aria, ecc. PrecessionBee1 La precessione, secondo Fuller, è un meccanismo della natura che assicura l’evoluzione ed il sostegno della vita e la sua riproduzione. La natura, nella sua evoluzione ha determinato che tutti gli esseri viventi abbiano uno scopo ben preciso, e quello scopo non fosse l’obiettivo del “movimento”, ma bensì un suo effetto secondario (perpendicolare) di cui gli esseri viventi non sono consapevoli. L’ape infatti esce dall’alveare con l’obiettivo di trovare il nettare, ciò che non sa è che impollinerà con il suo comportamento gli altri fiori, svolgendo un’opera essenziale per il mantenimento della vita sulla terra (alcune teorie sostengono che se le api morissero, il mondo morirebbe in un paio di anni a causa della non riproduzione della vegetazione.). Allo stesso modo l’uomo ha costruito le spade per conquistare o difendersi, per poi capire che queste potevano essere come aratro per coltivare la terra (effetto perpendicolare). Fuller sostiene che allo stesso modo l’uomo esce di casa per cercare soldi (il nettare) e tutto ciò dal punto di vista della natura poco importa, ciò che importa è che nel suo movimento alla ricerca di denaro, l’uomo determina un effetto a 90° sul mondo e quest’effetto “precessionale” è l’obiettivo reale della sua vita sulla terra. Partendo da questa considerazione e dal presupposto che, in quanto uomini, siamo in possesso di capacità intellettive raffinate e di autoconsapevolezza, Fuller ipotizzò che se un uomo smettesse di lavorare per i soldi ed iniziasse a lavorare per il suo vero scopo, per effetto della precessione  avrebbe un sostegno della natura stessa sotto forma di grandi quantità di nettare (Denaro, sghei, ‘a pila, money, ecc.). Per verificare la correttezza di questa sua intuizione Fuller iniziò ad operare con l’obiettivo di creare strumenti a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica … e fu così che divenne straricco. Domanda:

“Volete fare qualche spicciolo o avere grandi somme di denaro ed infinita abbondanza? Se focalizzerete la vostra attenzione verso i soldi, farete spiccioli. Se focalizzerete la vostra attenzione sul vostro scopo, l’abbondanza sarà la sua diretta conseguenza!”  (Blair Singer)

Quindi il messaggio di Fuller (e modestamente il messaggio di “Leadership illuminata” ;-) ) è:

Smettila di correre dietro il denaro, capisci qual è lo scopo e l’effetto di ciò che fai e concentrati su quello, i soldi saranno la diretta conseguenza della tua opera nel mondo.

Ora arriviamo alla terza domanda, ovvero “Perché è importante che tu comprenda ed agisca secondo i principi della precessione?” Perché se l'uomo ottiene ciò che è in linea con il suo scopo, quindi comprendere il tuo scopo principale ti consente di ottenere più facilmente successo nella vita.

Come comprendere il tuo scopo?

Passa a rassegna tutte le cose che hai fatto nella vita di cui sei particolarmente orgoglioso e verificane l'effetto per il mondo intorno a te. Verifica quali benefici hanno avuto gli altri da ciò che tu hai fatto. La risposta ti darà ottime indicazioni sul tuo scopo primario, la tua mission personale.

Ah un'ultima cosa su cui vorrei porre l'attenzione: Il tutto funziona quando un corpo è in movimento... quindi scegli una direzione ed agisci!

Sii inarrestabile,

Antonio

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Fisiologia ed emozioni, quale impatto sull’autoefficacia?

autoefficacia
Questo post spiega la correlazione tra la fisiologia e le emozioni.
È il terzo post della serie sulle emozioni presente in questo blog.
Se è la prima volta che leggi il mio blog ti consiglio di leggere questo post, ma di approfondire anche: • Gestire le emozioni negative per sentirsi più efficaciGestire le emozioni negative! Approfondimenti
Oltre a questi, tutti gli altri articoli sull’autoefficacia sono ricchi di spunti pratici e basati su ricerche scientifiche accreditate e possono aiutarti nelle vendite, nel business e più in generale nella vita.

Lo stile di vita e l’autoefficacia.

autoefficacia

Una delle fonti di autoefficacia personale è rappresentata dagli stati fisiologici ed emotivi, ho scritto questa serie di post perché trovo moltissimo riscontro sulla necessità di gestire le emozioni.
Per farlo ci sono tecniche efficaci già citate, ma bisogna rendersi conto dell’impatto profondo che la fisiologia ha sulle emozioni.
La fisiologia non è solo un modo di comportarsi, ma ha a che fare con i processi biochimici che avvengono nel tuo corpo e nella tua mente.
Mi capita troppo spesso di lavorare con clienti che hanno una confusione profonda sui loro obiettivi e che sono sempre in preda alle emozioni, lavorandoci troppo spesso trovo problemi di stili di vita.

I problemi correlati allo stile di vita sono:

• Alimentazione sbagliata;

• Mancanza di attività fisica;

• Uso di farmaci;

• Uso di droghe;

• Uso di alcool.

Tutti questi elementi hanno un impatto negativo sulla fisiologia delle persone rappresentando un potenziale rischio per l’equilibrio emotivo e l’autoefficacia.
Alimentazione: Oggi gran parte delle persone di questo pianeta vive in situazione di abbondanza di cibo, ma ha problemi di nutrizione, questo perché ci alimentiamo con cibo con poche sostanze nutrienti.
Gli effetti biochimici sul nostro corpo possono avere anche impatto sulle nostre emozioni.
Se sei sovrappeso, o comunque non ti alimenti in maniera adeguata, è possibile che questo influisca negativamente sulle tue emozioni, e può avere effetto sulla tua capacità di pensare, la tua memoria, sulla capacità di prendere decisioni e risolvere problemi.
Ti consiglio di studiare la nuova piramide alimentare di Harvard(che vedi nell'immagine sottostante) che prende in esame in maniera esauriente le proporzioni dei diversi cibi che dovresti assumere.

piramide alimentare

So che alcuni sono convinti che abbiamo bisogno assolutamente delle proteine animali, è pieno il mondo di diete che citano l’uomo preistorico che si nutriva di carne, faccio notare che l’uomo paleolitico moriva in media a 33 anni. Pur riconoscendo in qualcuno tratti fisici e comportamentali paleolitici, è dimostrato che una dieta “preistorica” non gioverebbe al nostro corpo, anche perché l’abuso di carne è causa di vari tipi di cancro.
Attività fisica: Molti credono che fare attività fisica faccia bene perché brucia calorie e ci fa dimagrire, ma non è solo questo.

sport

Facendo sport, o comunque un’attività fisica anche leggera, ottieni benefici mentali ed emotivi grazie:

• Ai processi biochimici che ne derivano;

• al fatto che distogli l’attenzione dai processi mentali interni (in sostanza la smetti di chiacchierare con te stessa/o);

• al fatto che mantenere un corpo elastico e tonico di per sé garantisce maggiore senso di autoefficacia.

Farmaci: Io sono laureato in farmacia, quindi credo di sapere ciò che dico quando consiglio ai miei amici e clienti di evitare farmaci se non strettamente necessari e dietro prescrizione medica.
Attenzione! Se il tuo medico ti ha prescritto un farmaco che ti serve hai il dovere di curarti e di prenderlo secondo sua indicazione, io non sto parlando di questi casi, parlo dell’abuso che si fa oggi dei farmaci senza prescrizione.
Ci sono persone che comprano farmaci su internet, e li usano senza controllo medico, questo è autolesionismo!
Il mio consiglio è di evitare farmaci se non sei seguito da un medico.
Questo perché gli effetti collaterali sono molteplici e non sotto il tuo controllo.

In particolare eviterei di utilizzare farmaci come:

• Antidolorifici;

• Psicofarmaci di ogni tipo, cioè farmaci per dormire, rilassarti, gestire l’ansia (anche quelli promossi come innocui);

• Farmaci per dimagrire, che hanno un’azione sul sistema nervoso centrale.

Mi fermo qui, ma la lista di farmaci che ha effetti collaterali non controllabili è lunga.

Droghe: nemmeno parlerei delle droghe, se usi qualsiasi sostanza psicotropica, dall’erba (marijuana) in su, smetti subito!!!
Le droghe hanno un impatto sulla mente, non parlo solo del cervello, ma della mente, cioè alterano le immagini mentali che hai, distorcono i ricordi, alternano la capacità di pensare.
Fare uso di droghe nel 2014 credo sia anacronistico e stupido, non ne capisco la ragione visto la conoscenza che c’è oggi sull’effetto di tali sostanze.
Alcool: Tra tutti questo è il nemico più perfido, perché è socialmente accettato, gli americani avevano provato a vietarlo consapevoli del suo effetto, ma hanno dovuto abbandonare l’idea.
L’alcool è una droga! Ha gli stessi effetti delle droghe, in più ti fa ingrassare e comporta problemi cardiovascolari. So che esistono pubblicità che mettono in risalto la capacità di socializzare delle persone che bevono, ma ti sfido a non bere ed uscire con amici che lo fanno e verificare quanto noiosi e tristi siano.

Goditi la vita!

Qualcuno potrebbe obiettare: “Antonio, che palle! Io voglio godermi la vita!”
La mia risposta è: “Appunto! La vita, non un weekend in cattiva compagnia!”
Se vuoi goderti la vita, non puoi pensare che la tua vita sia un weekend passato a bere con gli amici o qualche ora a fare aperitivi (o a farti qualche canna).
La tua vita è determinata dalle scelte che fai oggi, decidi da solo se goderti la vita oppure i prossimi weekend.

Conclusioni

L’eccellenza umana non è una cosa che capita, ma frutto di uno sforzo consapevole, se vuoi eccellere, nelle vendite o in qualsiasi altra area della vita, devi prenderti cura del tuo corpo e della tua mente.
Spero di averti dato qualche elemento di riflessione, ti prego di condividere questo post, perché il suo messaggio può aiutare qualcuno, magari lo puoi anche inviare a qualche amico che vorresti lo leggesse.
La prossima settimana pubblicherò l’ultimo post di questa serie.
Per ora ti saluto.

Antonio

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Gestire le emozioni negative! Approfondimenti

Preambolo:

Questo è un articolo di approfondimento, scritto dopo il successo dell’articolo

"Gestire le emozioni negative per sentirsi più efficaci"

che ha registrato ad oggi mentre sto scrivendo 1400 condivisioni totali sui social su 1500 utenti che hanno letto l’articolo.

Alcuni amici miei, che si occupano da più tempo di me di blog e info-prodotti, lo ritengono un successo ed io li ringrazio.

Se l’articolo in questione ha aiutato a risolvere qualche questione aperta anche solo ad una persona a me va bene così

.

Se  anche tu hai letto l’articolo precedente e lo hai trovato utile in qualche modo ti prego di scrivermi un feedback e dirmi in che modo lo hai trovato utile e come vorresti approfondire l'argomento. Questo mi aiuterà a focalizzare meglio i prossimi articoli.

Ad esempio dai feedback al post precedente ho compreso la

necessità di approfondire la questione relativa a come gestire

le emozioni

. In particolare ho ricevuto alcune richieste di persone particolarmente sopraffatte dalle emozioni, confuse, che non riescono ad

individuare una causa

. Ecco perché nasce questo post, la cui argomentazione, come vedrai si divide in tre fasi.

“Se mi sento sopraffatta/o dalle emozioni?”

Le emozioni

sono paragonabili a delle spie dell’auto, segnalano qualcosa, non sono una causa,

sono un effetto di qualcosa

.

Se provi un’emozione negativa (paura, ansia, collera, ostilità, senso di colpa, ecc.) non devi prenderti cura e dell' emozione negativa, ma

gestirne la causa

.

Potrebbe accadere che ci si senta completamente sopraffatto dalle emozioni, vivendo una situazione in cui:

  • non sai cosa fare, cioè ignori come gestire la causa;
  • non riesci a capire più qual è il problema, vivi una confusione totale che non ti rende possibile rilevare la causa, come quando non si riesce a trovare il bandolo della matassa;
  • oppure ti senti completamente apatico e non riesci ad essere agentivo riguardo della causa (agentività: facoltà di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà, di esercitare un potere causale), come se non avesse più energie per reagire.

Di fronte a queste situazioni ho

tre consigli

da darti.1° Usa la tecnica della scrittura;

2° Valuta e migliora il tuo stato fisiologico;

3° Scegli un coach all’altezza.

Per questioni di spazio dedicherò ad ognuno di questi temi un post specifico, altrimenti verrebbe un post da 100.000 parole e la mia web-master mi uccide ;-)

Ti anticipo cosa faremo.

Con la prima tecnica

(oggetto di quest’articolo) ti consiglierò un metodo per fare chiarezza delle idee, se il problema è che ci sono troppe fonti di disagio questo metodo dovrebbe aiutarti.

La seconda tecnica

ha a che fare con lo stato fisiologico, ci sono condizioni che alterano lo stato mentale, hanno un impatto negativo sulla mente aumentando il disagio emotivo, la confusione e inibiscono la capacità di pensare in maniera chiara. Devi assolutamente rendertene conto e fare qualcosa a riguardo.

Nel terzo post

ti inverò l’ultimo consiglio a riguardo, parleremo di coaching. Ti spiegherò perché il coaching funziona, cosa fa, come funziona, come scegliere un coach che ti possa aiutare davvero ed altre idee a riguardo. Come probabilmente hai notato io faccio coaching, malgrado ciò voglio rassicurarti perché questo post non sarà un post promozionale, bensì ti darà delle informazioni utili, come del resto mi impegno a fare sempre.

Il mio obiettivo è darti degli strumenti pratici, applicabili in autonomia,che

ti aiuteranno a gestire le emozioni negative

, ma non tutto puoi fare da solo. Io anche ho un coach, mi aiuta a portare avanti i miei programmi (mica sono superman, anzi!) e ne ho grandi benefici.

In ogni caso ti propongo di usare questi strumenti, sono gli stessi che uso io, frutto dei miei studi sul tema. Già questi accorgimenti ti aiuteranno a risolvere gran parte degli intoppi.

La tecnica della scrittura aiuta a gestire le emozioni negative

Se ti senti sommerso dalle emozioni, fai quanto segue:

  • Respira profondamente e siediti in un posto isolato dove nessuno ti disturberà;
  • Prendi un foglio e scrivi tutto ciò che ti viene in mente rispetto alle tue emozioni.

Scriverai “sono arrabbiato perché Andrea ha detto a Mario che….”, “sono preoccupato perché ho le rate della macchina da pagare, le rate del mutuo scoperte…”, “sono demotivato perché il mio capo ha un atteggiamento aggressivo…”

Butta fuori tutto quello che hai, scrivi tutto;

l’obiettivo è quello di tirar fuori dalla testa tutto ciò che ti “tormenta” e metterlo giù su un foglio.

Devi estraniarti da tutto ciò che hai nella mente e ti rende confuso, apatico o ti fa sentire oppresso. Scrivi tutto, metti sul foglio tutto ciò che ti viene in mente.

A questo punto:

  • verifica ogni cosa che hai scritto, identifica le varie sorgenti di fastidio, metti un numero o un simbolo per ogni fonte, così da identificarle bene e raggrupparle se si ripetono.
  • Dai un titolo ad ognuna di esse e riporta ogni titolo su un nuovo foglio, hai bisogno di un foglio diverso per ogni causa. Esempio: foglio a) Rate da pagare; foglio b) Affrontare il capo aggressivo; foglio c) Ritardo con la consegna del progetto.
  • Per ogni titolo scrivi i fatti così come sono accaduti secondo te, potresti scrivere anche alcune pagine per ogni accadimento. Inserisci: data, orario, cose che hai visto, cose che hai fatto in maniera specifica, cose che gli altri hanno fatto in maniera specifica, cose che hai omesso e così via.
  • A questo punto avrai una serie di fatti specifici messi lì, hai scaricato la storia dalla tua mente. Identifica i momenti specifici che ti causano emozioni, probabilmente c’è una scena singola che ti provoca una reazione emotiva.
  • Sottolinea ogni momento specifico che ti da fastidio, riconosci che quel momento ti ha dato quella specifica emozione e scrivi l’emozione che ti da.
  • Così avrai definito in maniera chiara per ogni foglio la fonte dell’emozione negativa e sarai pronto ad usa la tecnica spiegata nel post precedente.

Ricordati che dovrai passare dall’essere vittima delle circostanze a persona agentiva riguardo a quella circostanza; da essere effetto ad essere causa, spostando il controllo dall’esterno all’interno.

L’obiettivo è cambiare “Locus of Control” cioè la localizzazione del controllo, appena inizierai a farlo le cose gireranno subito per il meglio, è impressionante vedere i risultati che si ottengono. Quindi usa la tecnica del post precedente.

L’obiettivo di questo post è aiutarti a mettere ordine laddove ci sia una situazione di disagio molto forte dovuta a più situazione problematiche da affrontare.

Mettere ordine, capire quali e quante sono le fonti di disagio emotivo, per poi lavorare su ognuna di esse con la giusta tecnica.

In ogni caso voglio farti delle mie personali considerazioni a riguardo.

Ricordati che dovunque ci sono ombre c’è luce, soltanto alla luce le ombre emergono

, quindi affrontando le cause dei tuoi disagi con questo metodo, imparerai a stare di fronte ad esse, aumenterai la tua autoefficacia, riuscirai a sentirti più confidente e le cose miglioreranno inevitabilmente.

La cosa migliore di momenti di disagio è che quando saranno risolte ne uscirai più forte, migliore di prima.

Se nemmeno con questa tecnica troverai benefici, ti consiglio vivamente di valutare i consigli del prossimo post, dove comprenderai se ci sono origini fisiologiche nel tuo stato emotivo. 

 

Per adesso non mi resta che salutarti, augurandoti ogni bene, il meglio che tu possa desiderare.

Saluti,

Antonio

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